domenica 2 aprile 2017

Fuorisalone 2017




Esposizione di

Irma Mores   Anna Rita Barbieri    Alessandro Ciafardini
Fiorella Noci   Silvia Brambilla   Margherita Caliendo  Sergio Scarcelli   Giuliano Badaracco   Sergio Saccani 
Elvira Panno   Andrea Girelli   Marisa Amorosa  Elisabetta Franceschini



Designer senza muri – fuori salone 2017 Milano “designer senza muri” invito ad un confronto elegantemente energico. Nella capitale dell’impossibile possibile ci sembra il luogo ideale, un confronto senza eccessi, semplificato, al tempo stesso arricchito di nuove visioni, proponendo ad un pubblico attento una poetica dell’abitare diversa, senza presunzione senza giudizio e senza spreco. Non è difficile incontrare tra i cristalli immensi di Milano il riflesso del cielo, dove per incanto i pensieri viaggiano tra le nuvole fondendosi tra architetture superbe, al tempo stesso con rispetto del vento che porta con se il polline vitale delle contaminazioni intercontinentali, senza esclusioni. L’incontro avviene ad ogni dimensione senza limite, cultura capace di abbracciare l’impossibile nel rispetto di una vita che appartiene a tutti, come nei sogni più belli. presso Altheo Home “ Design senza muri, nella capitale dell’impossibile “ con questo pensiero abbiamo esteso a tutti la nostra proposta di essere presenti all’edizione del “fuorisalone 2017 di Milano “ con Altheo Home nella versione Altheo Design



altheohome@gmail.com


martedì 21 marzo 2017

Elvira Panno






Il lavoro di Elvira Panno, artista Vigevanese, è una ricerca continua di se. Stati d’animo ed emozioni messi a nudo attraverso materiali diversissimi tra loro; anzi, sono proprio i materiali che inducono l’artista a rafforzare il concetto di ogni sua opera. Niente è dato al caso, proprio come “ SINA-PSI”, titolo di una delle sue ultime opere. Qui troviamo tappi di sughero, legno, ferro, resina e gesso. Sono due grandi pannelli in legno che si chiudono e aprono, proprio come se fosse un libro. Un libro che apre una pagina della sua vita. In essi sono rappresentati gli emisferi del cervello: destro e sinistro, due poli opposti che si scontrano ogni giorno: razionalità e irrazionalità. La nostra mente è un alveare ronzante di pensieri che si affollano costantemente, dov’è la verità? Chi dice il vero e chi il falso? In questo grande caos è impossibile riconoscerla. È un’opera che vuole far riflettere, appartiene un po’ a tutti noi. Tratto da un pensiero di Osho, mistico contemporaneo, l’artista scrive:
la tua mente è un alveare ronzante di pensieri che hai allevato perché pensavi costituissero la conoscenza.
Hai dato loro uno spazio nella tua casa, hai dato loro una residenza; hai trasformato la tua mente in un caravanserraglio: qualsiasi nuovo arrivato può rimanere per tutto il tempo in cui indossa l’abito della conoscenza; questo gli da il diritto di restare.
E nel caravanserraglio la folla è andata aumentando, è cresciuta al punto da renderti difficile decidere chi sia il padrone. Gli ospiti sono così rumorosi che chi grida più forte prevale. Ogni pensiero urla e rivendica di essere il padrone e poiché il tuo caravanserraglio è affollatissimo è diventato impossibile riconoscere la verità. Nessun pensiero vuole andarsene. Come puoi ottenere che se ne vada, quando tu stesso l’avevi invitato a rimanere?
È facile invitare un ospite, ma non è altrettanto facile liberarsi di lui. Per migliaia di anni questi ospiti hanno continuato a radunarsi nella mente dell’uomo e se io ti chiedessi di accomiarti da loro oggi stesso,non riusciresti a liberartene. Sei affezionato a questi pensieri perché hai l’illusione che costituiscano la conoscenza; ogni pensiero preso in prestito prima o poi verrà abbandonato perché inutile; taglierai le radici stesse della tua raccolta di pensieri e di idee, smetterai di innaffiarle e sopraggiungerà il silenzio.




Elvira Panno
Artista - Vigevano

La tela come uno spazio da riempire totalmente dalle proprie sensazioni, che si riversano su di essa senza soluzione di continuità e danno vita ad opere in cui l'horror vacui è cifra non solo stilistica ma anche espressiva. È questa in estrema sintesi l'opera di Elvira Panno, artista vigevanese, diplomata prima al Liceo Artistico "Casorati" di Novara e poi all'Accademia delle Belle Arti di Brera. Ha già esposto in personali e collettive a Pavia, Bari e Milano. Ricerca l'unità tra materia, spazio e colore. forme che ritornano in un vortice e cercano l'infinito, forme che si incastrano, che si intersecano come se lo spazio prendesse il sopravvento. Per farlo si avvale dei materiali più diversi, in una continua ricerca del mezzo più alto all'espressione delle sue idee, a volte sono oli, altre acrilici, altre ancora gesso, legno, argilla, resine.

Nulla è dato al caso. Le sue opere comunicano l'idea di un flusso che va dall'animo alla tela e viceversa, si percepisce movimento, il fluire delle cose, dello scorrere e dell'intersecarsi di realtà i cui riferimenti sono insiti nell'animo dell'artista.

lunedì 20 marzo 2017

Fiorella Noci




Fiorella Noci presenta quattro stele, recente produzione, proposte come elemento d'arredo contemporaneo, una presenza discreta che ci accompagna con eleganza e leggerezza.
Le stele, elementi arcaici che l'uomo fin dalla preistoria ha utilizzato con fini votivi o commemorativi, scolpite e decorate, hanno una forma che sale verso l'alto, verso una dimensione spirituale.
Su una base di legno, campiture materiche monocromatiche scandiscono le geometrie dello spazio in cui sono inseriti oggetti e simboli di vita, fossili che evocano ere trascorse, un alfabeto interiore reso eterno come un bassorilievo bronzeo, un racconto, una narrazione contemporanea, un ponte tra storia e tempo attuale.
Le sue stele hanno nomi di donna, donne incontrate, donne che hanno lasciato un segno nella sua vita.
I materiali usati sono legno e polvere di marmo, foglia oro, argento e rame, colori e vernici ad acqua.



Stele "REGINA"   tecnica mista su legno cm 200x28x7







Stele "PREZIOSA"  tecnica mista su legno cm 200x28x7






Stele "PATRI"  tecnica mista su legno cm 142x24x10






Stele "MAMI"  tecnica mista su legno cm 200x11x11








Fiorella Noci
Artista - Firenze

Fiorella Noci vive e lavora a Impruneta, Firenze. Dopo una lunga esperienza di insegnamento, inizia un percorso pittorico di figurazione e di ricerca simbolica, dove ha prediletto soggetti floreali composti in una sua personale costruzione, evidenziatasi su fondi neri o dorati, approdando nelle opere più recenti ad una astrazione geometrica e materica.
Nelle sue composizioni è protagonista la materia, corposità grumosa a creare dislivelli e tridimensionalità, concretezza di pietra e di marmo, resa leggera, quasi spirituale dalla preziosità della foglia oro, argento e rame, con forme sempre più essenziali. Nella sua recente produzione, le stele, inserisce nuovamente il riferimento alla natura, sviluppando stratificazioni di vissuto, di suggestioni ed emozioni, proponendo questi elementi arcaici come narrazioni contemporanee.
E’ Socia Fondatrice  e Presidente Onorario dell’Associazione Culturale “Art-Art” di Impruneta,  Socia Onoraria dell’ Associazione  Ellequadro Documenti Arte Contemporanea Genova e Socia di AParte,  Associazione Pecci Arte, Prato.
Collabora a “La Rivista Art-Art”, è Curatrice Artistica di mostre ed eventi presso la Galleria IAC.













venerdì 17 marzo 2017

Silvia Brambilla







SILVIA BRAMBILLA nasce nel 1964 a Monza dove tuttora vive. Da sempre appassionata e creativa si avvicina al mondo dell’arte frequentando corsi di disegno, pittura e modellazione. E’ stata per alcuni anni assistente presso lo studio di una pittrice di Milano. Ha collaborato per un lungo periodo con una Galleria di Artigianato Artistico di Monza, realizzando esclusivi monili in ceramica Raku. Da diversi anni tiene un corso di decorazione in uno dei Centri Civici del Comune di Monza. Ultimamente sta sperimentando la tecnica della smaltatura a fuoco su metalli.
Il percorso espressivo di SILVIA BRAMBILLA è partito dalla rappresentazione figurativa per approdare poi ad una sperimentazione geometrica di intrecci e luci, prima più rigorosa e nitida, in seguito con un uso del colore meno definito e più libero, senza mai abbandonare quegli intrecci che ne fanno un suo tratto distintivo. Una trama che insegue con insistenza e che, con l’ordito del colore, crea un tessuto personale che le permette di esprimere il proprio vissuto. Nei suoi dipinti si ritrova
quella tridimensionalità che ha preso forma, in origine, nelle sue sculture modellate
nell’argilla, le quali hanno assunto, grazie all’utilizzo della tecnica Raku, iridescenze
uniche ed irripetibili.

CRITICAL TEXT a cura di ALBERTO MOIOLI
L’intreccio di Silvia Brambilla è diventato il simbolo, l’elemento identificativo del suo
lavoro, la caratteristica che la contraddistingue e la impone al mondo dell’arte
attraverso il suo stile. La maturità artistica raggiunta è il risultato di un lungo lavoro su
se stessa, eseguito con una dedizione, passione e costanza irreprensibile e
giustamente, ora, riconosciuta e apprezzata.
Gli intrecci di Silvia stabiliscono un legame determinante tra la superficie e lo sfondo,
tra presente e passato, tra esteriorità e intimità, l’idea artistica dunque non è certo
solo l’aspetto legato alla gradevole grafica, bensì alla possibilità di raccontare e di
raccontarsi. Intrecci che pian piano negli anni lasciano sempre più il posto a maglie
più larghe, a sfondi più luminosi e sensazioni di positività e leggerezza della quale
abbiamo tutti sempre più bisogno.
Silvia Brambilla offre allo spettatore la possibilità di perdersi nei percorsi delle sue
opere, nelle quali l’armonia e il ritmo fanno da protagonisti. L’osservatore è ormai
abituato ad una prima reazione emotiva nella fruizione di un’opera d’arte,
dimenticandosi spesso di assaporare serenamente il momento in cui l’opera riesce a
penetrare dentro di lui. Le infinite combinazioni geometriche e tonali, alle quali ci sta
abituando Silvia, riescono a stupirci e sorprenderci per l’incessante innovazione e
l’invenzione del suo percorso creativo.
Il gesto artistico di Silvia è dunque in linea anche con i principi espressi da Paul Klee
quasi un secolo fa’ ne “La teoria della forma e della figurazione” nell’affermare che la
“forma è quiete e stasi mentre la formazione è movimento” e dunque ritmo vitale. I
colori e le forme delle opere di Silvia vivono dunque attraverso un ritmo che segue
dinamiche e metodologie singolari. “C’è del ritmo nel volo di un uccello, nelle
pulsazioni delle arterie, nel passo di un ballerino e nei periodi di un discorso”
affermava Platone.
Sono particolarmente contento di poter osservare in Silvia l’immagine dell’artista nata
e cresciuta sul fertile territorio lombardo ed oggi pronta a raccogliere i frutti della sua
passione e serietà professionale in un percorso affascinante che non può e non deve
avere alcun limite.
Con stima
ALBERTO MOIOLI
INTRECCI DI PENSIERI E RIFLESSIONI a cura di LUIGI CASATI
"...È un momento di liberazione visualizzato da colori vivaci, che rappresentano
istanti intensi vissuti dell'artista e che sono dei veri e propri satori, esperienze di un
cambiamento di piano e di passo, del risveglio inteso in senso spirituale, nel quale
non si è ancora formata alcuna differenza tra colui che si “rende conto” e “l'oggetto”
dell'osservazione..."

COMUNICATO STAMPA PER L’EVENTO “ESCAPES”
ESCAPES
mostra personale di Silvia Brambilla
a cura di Flavia Motolese
Genova, SATURA art gallery
La concezione di spazio assume nuove regole nella visione di Silvia Brambilla: non ci
sono coordinate che limitino il disporsi della figurazione, la costruzione allude ad
un’espansione potenzialmente infinita, mentre le traiettorie diventano un sottile ed
elegante gioco di tensioni prospettiche. Lo sguardo rimane sospeso in una
dimensione immaginaria, in cui sono escluse le convenzionali nozioni spaziali, è
l’invenzione a scandire l’intersecarsi delle linee, il loro proiettarsi vertiginoso e
l’interazione tra pieno e vuoto. Silvia Brambilla riesce ad infondere alla materia valori
luministici opalescenti e lievi che conferiscono il senso della mutevolezza così come
le minute vibrazioni segniche determinano una dinamica formale nelle campiture.
L’ambiente è attraversato da intrecci modulati sulla dicotomia cromatica oltre i quali
una percezione instabile del vuoto sembra oltrepassare i limiti del reale per aprirsi
verso una vastità imponderabile soffusa di luce. Il valore strutturale è reso aereo
dalla percezione virtuale di prospezioni spaziali improbabili, ma possibili. Il rigore
costruttivo a cui si attiene l’artista determina un perfetto equilibrio tra elementi
geometrici ed informali fino a raggiungere il limite plausibile della fisicità della materia.

Lo sguardo viene proiettato oltre se stesso, obbligato dalle divergenze e
convergenze delle diagonali a scrutare, in attesa di improvvise epifanie, quello
spazio interno misterioso che ci attrae con forza magnetica. Il respiro dialettico della
composizione agisce sulla duplice componente della percezione visiva e su quella
soglia poetica tra dato esperienziale oggettivo e coinvolgimento soggettivo del
proprio universo interiore. Gli intrecci simboleggiano metaforicamente le soglie di un
passaggio oltre cui si estende l’ignoto con le sue infinite possibilità. L’artista riesce,
così, ad esprimere efficacemente l’aspirazione della pittura come dimensione
fenomenica di forme astratte e concrete, luogo reale e virtuale in cui è possibile
mettere in connessione la profondità insondabile dello spazio e dell’anima.





Anna Rita Barbieri





 “ UTOPIA “
La pittura diventa elemento decorativo/simbolico , applicabile in un elemento architettonico interno e/o esterno,  in “ Utopia “ , opera realizzata su 2 tele dipinte ad olio unite tra loro da un arco .
Il titolo vuole evocare il concetto di Utopia di Platone , luogo ideale in cui vivere , e  di Eutopia di Tommaso Moro , luogo che non esiste ma che può essere usato come modello da realizzare . Il modello sociale viene così rapportato nella divisione/creazione di spazi comunicanti rappresentati sulle tele da due mondi , uno arcaico e uno futurista .
La prima tela , “ Atlantide “  rievoca l’ aurea aetas  , l’ idea dell’ epoca dorata di Esiodo secondo il quale «un'aurea stirpe di uomini mortali crearono nei primissimi tempi gli immortali che hanno la dimora sull'Olimpo.  Essi vissero ai tempi di Crono, quando regnava nel cielo; come dèi passavan la vita con l'animo sgombro da angosce, lontani, fuori dalle fatiche e dalla miseria; né la misera vecchiaia incombeva su loro [...] tutte le cose belle essi avevano» (Le opere e i giorni, versi 109 e seguenti).
La seconda tela ,“ Media World “, rappresenta l’ evoluzione dalla forma comunicativa monodirezionale volta a formare l’ opinione  pubblica alla epocale trasformazione dell’ era degli internauti .

Non siamo più di fronte a una relazione tra un’unica fonte e una pluralità, più o meno vasta, di consumatori: ogni utilizzatore di internet può essere fonte di messaggi e indirizzarsi a singoli, così come a moltitudini di altri utilizzatori. Tutte quelle problematiche legate alla tradizionale accezione di comunicazione di massa , la passività, l’omologazione, la ripetitività , vengono teoricamente a cadere di fronte alla possibilità di una comunicazione bidirezionale basata sull’interattività.




L’ ideale realizzazione di un assetto sociale democratico passa tra i due mondi attraverso l’ arcobaleno , il cui significato in molte culture occupa un posto molto importante nella simbologia delle leggende . Da arcobaleni sarebbero apparse le molte forme di vita nel periodo della creazione, acquisendo anche significati legati alla divinità, alla buona fortuna, a concetti come la dualità e la creazione, agli spazi tra i mondi. Al suo stadio meno metafisico l'arcobaleno è una combinazione di colori in armonia perfetta che produce un simbolo naturale di straordinaria bellezza, una promessa di pace e illuminazione. Uno dei riferimenti più intensi riguardo al simbolo dell'arcobaleno si trova nel tantra indù e buddista dove, a quanto pare, coloro che hanno superato i loro legami terreni sono in grado di raggiungere il più alto stato di meditazione e di sperimentare il "corpo arcobaleno", che viene descritto come un "corpo di luce", che si palesa quando l'ultima ascensione è stata raggiunta. Il fenomeno del corpo arcobaleno è una sensazione di unità finale che in genere accade al momento della morte.L’arcobaleno trasmette quindi dal mondo arcaico a quello Multimediale i suoi significati simbolici di :

vita, speranza , divinità , promessa , creazione , iniziazione , potenziale ,  fornitura , armonia , espansione, ascensione , spiritualità , collegamento .

Anna R. Barbieri







giovedì 16 marzo 2017

Sergio Saccani







Sergio Saccani, pittore e scultore, nasce a Verbania nel 1947, vive e lavora a Rovegro di S. B. Verbano (VB).
La sua esperienza ha radici in una delle più importanti botteghe di fabbro di Verbania, dove, attraverso la guida di abili maestri, impara l’arte della forgiatura del metallo.
In tutte le sue opere appare chiaramente questa sua fondamentale esperienza.
Nel 1996 si trasferisce in Brasile dove partecipa a importanti mostre d’arte.
Nel 2007 ritorna in Italia continuando la sua intensa attività creativa, privilegiando la materia in tutte le sue possibilità.